- Laboratori -

Danza del Reventino a cura di Andrea Bressi e Serena Tallarico

 

Il ballo tradizionale in Calabria è molto differenziato ed è difficile da omologare allo stereotipo generalmente diffuso della tarantella calabrese. Nell’area attorno Conflenti esistono forme coreutiche molto particolari, caratterizzate da balli a due o a quattro che presentano delle peculiarità riscontrabili unicamente in questa area. La danza ricopre ancora oggi un ruolo importante in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna della Buda a San Mango d'Aquino e della Madonna della Quercia di Conflenti nonché nelle celebrazioni private degli abitanti dell’area. Il corso prevede la presenza di danzatori della tradizione favorendo l'incontro diretto con i protagonisti della cultura coreutica locale e la trasmissione dei saperi coreutici per diretto contatto con i depositari di tale tradizione.

Zampogna della Presila a cura di Christian Ferlaino e Giuseppe Muraca

 

La zampogna usata nell’area interessata al pellegrinaggio della Madonna di Conflenti è stata classificata come “zampogna conflentana” sebbene ci si riferisca ad essa col semplice nome di zampogna. Essa appartiene alla famiglia delle surduline, strumenti che, in varie forme e taglie, sono diffusi in tutta l'area centro settentrionale della Calabria. Si tratta di uno strumento policalamo a riserva d’aria ad ance semplici. La zampogna presenta caratteristiche molto arcaiche che la rendono di particolare interesse nel panorama delle zampogne dell’Italia centro-meridionale. La mancanza di un ricambio generazionale tra i suonatori pone lo strumento a rischio di estinzione sebbene negli ultimi anni si assista ad un rinnovato interesse che potrebbe rilanciarne l'uso e lo studio.

Canto Tradizionale a cura di Giuseppe Gallo

 

La pratica del canto costituisce un elemento di primo piano nel paesaggio sonoro dell’area del Reventino. L’eredità forte di un passato in cui il canto svolgeva un ruolo fondamentale nella vita quotidiana si manifesta oggi in repertorio canoro che si esprime soprattutto nei momenti di festa e di convivialità. Canti d’amore, di sdegno e di amicizia concorrono a formare un repertorio vasto e articolato, tuttora oggetto di ricerca. Nella molteplicità di varianti individuali e geografiche, nella nostra zona il canto può essere ricondotto a due forme principali, solitamente definite all’arietta e alla petrejancara. Si tratta di canti con testi verbali in distici endecasillabi in cui la voce solista può essere affiancata da una seconda voce, e da un’ulteriore voce acuta - u gađđu - che raddoppia all’ottava la nota finale: ne risultano una densa stratificazione di timbri di forte suggestione sia per chi canta che per chi ascolta.

Organetto a cura di Gianpiero Nitti e Francesco Mancuso

 

L’organetto è uno degli strumenti cardine della tradizione musicale della nostra area. La sua adattabilità al sistema musicale della zona ne ha fatto un perfetto sostituto della zampogna, rendendolo oggi lo strumento più diffuso e vitale. Usato principalmente nel modello a otto bassi, ha un repertorio che comprende musiche di accompagnamento al canto e musiche per il ballo. Il repertorio dei suonatori della nostra area è fortemente caratterizzato e differenziato nel contesto calabrese e sud-italiano: fra i tratti distintivi, la presenza costante e pervasiva della scala modale lidia, che proprio nell'otto bassi presenta maggiori possibilità di esecuzione rispetto al due e al quattro bassi. Il timbro sonoro ricco e proiettivo, fraseggi ritmici in continua trasformazione e raffinate variazioni melodiche lo rendono uno strumento davvero carismatico in tutto il territorio.

Introduzione alla Lira a cura di Francesco Denaro

 

La lira in Calabria è uno strumento storicamente localizzato in due aree, la Locride sulla costa ionica reggina e il Poro sul versante tirrenico vibonese. Oggi il suono di questo strumento è diffuso anche oltre i confini regionali e vive una storia nuova legata a nuovi contesti e nuove abitudini. Ha un repertorio legato in particolare alla Locride, dove è stato possibile, grazie alle ricerche sul campo condotte nei decenni passati, salvare diverse suonate insieme alle relative modalità di esecuzione.

Intaglio Tradizionale su legno a cura di Vincenzo Piazzetta

 

Gli incontri si pongono l’obiettivo di conoscere e realizzare su legno alcuni intagli di tradizione agro-pastorale, provenienti dall’area del Reventino e riportati con scopi decorativi sia su zampogne che su collari per animali.

Il laboratorio è aperto a tutti ed è preferibile avere le capacità necessarie nel destreggiarsi con l’uso di una lama.

Ogni partecipante dovrà disporre di un coltello adatto all’intaglio, consigliato è il Codega n°7.

Tecniche e dinamiche del canto contadino a cura di Anna Cinzia Villani

27 Luglio ore 17:30

 

Come in tutte le società rurali, il canto nel Salento come in Calabria ha avuto una grande importanza, prima di tutto perchè rafforzava il senso di appartenenza e comunità in varie occasioni, e poi perché pur trattandosi di canto eseguito da gente povera, semplice, gente della terra, conteneva un gusto estetico notevole. Questo elemento distingueva delle figure di cantori o cantatrici riconosciute, che assumevano così un grande ruolo. Oggi il canto ha ancora importanza ma nella società moderna non c'è totale consapevolezza di questo. Il seminario di A.C.V. partirà dalla visione e dall'ascolto di materiali registrati in diversi momenti, per arrivare poi alla nostra epoca. Si potrà anche sperimentare direttamente la forza e la bellezza del canto collettivo.

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