Produzioni

MUSICHE TRADIZIONALI NELL'AREA DEL REVENTINO - SAVUTO

10 . 00
  • CD CON 22 BRANI
  • BOOKLET DI 20 PAGINE IN ITALIANO/INGLESE

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usiche tradizionali nell’area del Reventino-Savuto è un progetto che nasce da un gruppo di lavoro i cui componenti sono impegnati da alcuni anni nella ricerca etnomusicale ed etnocoreutica in Calabria. Il materiale qui presentato, costituito da brani strumentali e vocali, rappresenta una piccola porzione di quello raccolto durante le ricerche effettuate nell’area del monte Reventino e della valle del Savuto, nel versante tirrenico della Calabria centrale.

Musiche tradizionali nell’area del Reventino-Savuto è un progetto che nasce da un gruppo di lavoro i cui componenti sono impegnati da alcuni anni nella ricerca etnomusicale ed etnocoreutica in Calabria. Il materiale qui presentato, costituito da brani strumentali e vocali, rappresenta una piccola porzione di quello raccolto durante le ricerche effettuate nell’area del monte Reventino e della valle del Savuto, nel versante tirrenico della Calabria centrale.

Se da un lato è vero che, a partire dal secondo dopoguerra, diversi studiosi si sono avvicinati alla cultura musicale dell’area, dall’altro è da notare che, sino a tempi piuttosto recenti, questa zona non è stata oggetto di pubblicazioni ad hoc. Volendo tracciare un rapido resoconto di alcune delle più importanti ricerche che hanno interessato questo territorio, dobbiamo risalire al 1954, quando Alan Lomax e Diego Carpitella effettuano registrazioni nei comuni di Feroleto Antico e Serrastretta. Alcuni di questi brani verranno selezionati e pubblicati nel 1999 in un lavoro curato da Goffredo Plastino: Italian Treasury: Calabria (Rounder Record). Ancora nel ’54 Walther Hennig registra a Nicastro un canto d’amore denominato Aria Nova, successivamente pubblicato nell’album Folk Music from Italy (Folkways Records). Nel 1977 Roberta Tucci registra a Marzi, nelle frazioni Orsara e Pallone e a Soveria Mannelli. Due anni dopo, pubblica presso Fonit Cetra una di queste registrazioni, quella del noto suonatore di zampogna Gabriele Cimino, nell’LP Calabria 1 Strumenti. Zampogna, doppio flauto. Nel 2002 l’associazione culturale A.R.P.A. pubblica una raccolta dal titolo Tarantella Power, nella quale compaiono due sonate da danza dell’area del Reventino, eseguite rispettivamente da Tommaso Maletta di San Mango D’aquino e da Leonardo Berlingeri di Lamezia Terme. Nel 2005, l’associazione musicale Il Cerchio presenta la prima importante ricerca sistematica sulla zona: il lavoro sulla zampogna conflentana, inserito ne La Surdulina nella parte meridionale della sua area di diffusione, a firma dell’etnomusicologo Vincenzo La Vena. Nel 2006 Antonio Bevacqua pubblica con Squilibri il libro con CD I Tamburi della Sila, ove sono presenti alcuni brani eseguiti dai suonatori di zampogna a chiave e pipita del Savuto. Nel 2011 appare Echi d’Otre… da un borgo del Savuto, un progetto che trova in Orsara (frazione di Marzi) il suo epicentro. Questo disco raccoglie pastorali, marce, sonate processionali e sonate natalizie per zampogna a chiave e pipita, eseguite da Francesco e Antonio Mancuso. Nel 2017 viene dato alle stampe, presso l’editore Rubbettino, La Musica da Danza nell’Area di Influenza della Madonna di Conflenti: un importante contributo che Christian Ferlaino offre alla conoscenza delle forme coreutico-musicali del territorio. Collocandosi nel solco di questa tradizione di studi e pubblicazioni e guardando all’area del Reventino- Savuto come ad un territorio musicalmente omogeneo, questo CD raccoglie materiali sonori di tradizione popolare, provenienti dai comuni di Conflenti, Lamezia Terme, Martirano, Martirano Lombardo, Nocera Terinese, Pedivigliano, San Mango d’Aquino, Santo Stefano di Rogliano. Si tratta di canti e brani strumentali per organetto e per zampogna, le cui registrazioni abbracciano un arco temporale che va dagli anni ‘70 al 2017. La maggior parte delle registrazioni è stata effettuata dai curatori di questa raccolta, ma sono presenti anche brani incisi su musicassetta dai diretti protagonisti della vita musicale dell’area.

Diversi brani sono stati rilevati durante alcune delle numerose feste religiose dell’area (Madonna della Quercia a Conflenti, Madonna della Buda a San Mango d’Aquino, San Gennaro a Martirano, Santa Liberata a Santo Stefano di Rogliano), nelle quali la musica, la danza ed il canto rivestono un’importante funzione sociale e simbolica. Altri, invece, sono stati eseguiti in feste private o in occasioni domestiche, a volte su richiesta dei ricercatori. Lo spopolamento dei centri abitati a causa dell’emigrazione ha contribuito pesantemente a indebolire l’esercizio della cultura orale e a ridurre gli spazi sociali in cui quella cultura si esprimeva sul territorio. In una condizione comune a quella di molta parte dell’Italia centro-meridionale, nelle comunità del Reventino e del Savuto la dimensione collettiva e condivisa del suonare e del cantare si è fortemente ridotta nel corso dell’ultimo secolo a favore di una dimensione individuale o familiare. Trasformazioni sono anche avvenute nel sistema di trasmissione del sapere coreutico e musicale: un esempio significativo è dato dalla nascita delle scuole d’organetto, come quella creata negli anni ’80 dal suonatore Leonardo Berlingeri, che ha contribuito in modo determinante a trasmettere il repertorio per organetto ai giovani. Nuovi spazi e nuove forme di trasmissione sono poi stati elaborati anche dai numerosi folk festival nati su tutto il territorio calabrese. In questo contesto mutato, inoltre, la riproduzione dei canti e delle musiche tradizionali su supporti audio-video segna una ridefinizione dei rapporti fra forme espressive, tecniche di trasmissione e radicamento territoriale. Nel venir meno della dimensione condivisa e collettiva, la musica è rimasta custodita nella memoria e nella pratica di singole persone o famiglie. Momenti di espressione di quella cultura musicale sono documentabili perfino a grande distanza dai luoghi di origine. Esempi concreti ne sono la strina di San Mazzeo e la tribbucette di Silvio Raso, la prima registrata a Buenos Aires, la seconda a Borgo Ticino in provincia di Novara. Si tratta di testimonianze del forte valore sociale e identitario delle tradizioni musicali che trascendono la distanza fisica dai luoghi d’origine. Questo mutato contesto, tuttavia, consente a chi fa ricerca oggi di accedere ad un patrimonio ancora ricco. Nuove iniziative, come quelle prodotte dall’associazione Felici & Conflenti, sono volte anche a rafforzare la socializzazione e la condivisione dei saperi musicali e a permettere alla comunità di godere nuovamente di quel patrimonio. Questo CD si inserisce in queste nuove iniziative che si rivolgono ad un pubblico ampio, comprendente le comunità locali ma anche tutti coloro che, dall’Italia o dall’estero, si sono appassionati e si appassioneranno alla cultura tradizionale del territorio. Pur conservando un taglio scientifico ed etnomusicologico, questo lavoro si propone quasi a complemento dei seminari e dei laboratori che l’associazione organizza sul territorio dal 2013.

Registrazioni: Alessio Bressi, Andrea Bressi, Tommaso De Paola, Antonio De Sensi, Giancarlo Di Toma, Christian Ferlaino, Giuseppe Muraca, Gianpiero Nitti, Tommaso Radicena, Santo Trunzo.

Testi: Alessio Bressi, Giancarlo Di Toma, Christian Ferlaino, Gianpiero Nitti

Fotografie: Luigi Briglia, Angelo Maggio, Alessio Bressi, Giancarlo Di Toma e Andrea Bressi

Master Audio: Medialand di Francesco Silipo –  Catanzaro

Grafica e Impaginazione: Nicolas Mastroianni

Un ringraziamento particolare: a tutti i suonatori e danzatori dell’area del Reventino-Savuto, registrati in questo CD e non solo, che ci hanno permesso di realizzare questo lavoro, e ci hanno fatto vivere lunghe chiacchierate, piacevoli bevute, straordinaria ospitalità, continui scambi di opinioni e, non da ultimo, ci hanno donato importanti chiarimenti e preziose informazioni. Questo lavoro collettivo è dedicato a tutte le persone e le comunità del monte Reventino e della valle del Savuto ed al loro desiderio di mantenere, a volte riappropriandosene, quell’inestimabile bagaglio culturale di musiche, suoni, canti e balli che questa terra offre.